articolo asino senza frontiere
SENZA FRONTIERE

Asimondo: Siamo Tutti Asini

del
6 novembre 2017

“Asinomondo” è il luogo, la terra, lo spazio di tutte quelle persone che vogliono incontrare gli asini.

Questo è il racconto di Massimo e della sua passione per gli asini

“Innamoratevi dell’asino, siate asini, per essere liberi e belli, sinceri e mai domi!” 

 

Che cos’è ASINOMONDO?

Siamo un gruppo di persone unite dalla nostra passione e dal nostro amore per gli asini.

Tutto è nato da noi che abbiamo un’asineria a Reggio Emilia, dove vengono ad aiutarci amici da tutta Italia.

Siamo tutti uniti da questa filosofia “dell’asino” da difendere e da diffondere, ovvero la filosofia della lentezza, della bellezza, della tranquillità e di non inchinare mai la testa

Nella cultura popolare questo animale è legato alla stupidità, per esempio in “Pinocchio” di Collodi, oppure è sempre associato allo sfruttamento.

 

Come mai?

E’ un discorso molto lungo che provo a sintetizzare.

L’asino è stato il primo animale che l’uomo ha addomesticato, parliamo di circa 7000 anni fa.

L’asino nasce nel Deserto di Nubia, una zona compresa tra il Sudan del nord-est, il Nilo e il Mar Rosso, in quelle terre dove finisce il deserto e comincia il Sahel (steppa delle zone sub-sahariane), dove cresce una sterpaglia che ha permesso all’asino di sopravvivere.

E’ stato utilizzato dagli antichi egizi, che poi si sono spostati nelle terre della Mesopotamia e lungo la dorsale asiatica; quindi è stato un animale che ha contribuito sempre ad aiutare l’uomo nelle sue attività lavorative e nel suo sviluppo.

E’ un animale molto robusto, resistente, consuma poco (è molto ecologico perché mangia quello che c’è), soprattutto riesce ad adattarsi bene in ogni ambiente.

Durante il Medioevo l’asino ha conosciuto il punto più basso della sua storia, per colpa delle superstizioni religiose e delle credenze popolari del periodo storico.

Le persone cominciano a denigrarlo e maltrattarlo: uno dei motivi è legato al segno distintivo di alcune specie di asini che hanno sulla schiena, e cioè una colorazione del pelo diversa che va a formare una croce.

Per questo viene associato alla passione di Cristo, e come punizione venivano fustigati, maltrattati e addirittura bruciati vivi nelle piazze, una vera e proprio “caccia alla streghe”.

Per fortuna ci sono stati filosofi e scrittori, come per esempio Giordano Bruno, che nella sua opera “Cabala del cavallo pegaseo” rivaluta la figura dell’asino rendendo positiva la bellezza dell’asinità, perché è un animale libero, rispetto per esempio al cavallo.

L’asino è ribelle, rivoluzionario, è un animale politicamente scorretto, da un punto di vista della rivoluzione ideologica.

E’ un animale che racchiude in sé la bellezza semplice e pura.

E’ un animale molto più complesso di quello che sembra

 

Quando è avvenuto il cambiamento vero e proprio di visione nei suoi confronti?

Bisogna arrivare ai giorni nostri, dove l’asino viene associato alle qualità migliori per i nostri tempi, perché è calmo, paziente, è un grande osservatore, e grazie a queste sue doti interagisce molto con l’uomo.

L’asino oggi non lo si trova solo nelle campagne, ma abita negli agriturismi, nelle fattorie didattiche dove “insegna” ai bambini l’importanza del passo lento e ad osservare l’ambiente circostante, lo si trova nelle strutture con persone che hanno disabilità motorie e psichiche.

Possiamo definire l’asino come un animale di utilità sociale

 

Quando e come nasce la tua passione per gli asini?

Io sono una guida escursionisti di professione, da molti anni.

Durante un trekking siamo capitati a casa di un mio amico che aveva appena comprato due asini avere un po’ di compagnia.

Appena li ho visti ho capito che sarebbero stati i miei compagni di avventure nei prossimi anni, perché con l’asino basta uno sguardo per innamorarsi

 

Quali eventi svolgete con la vostra associazione ASINOMONDO?

Uno dei più importanti si svolge in provincia di Treviso, a Godega di Sant’Urbano, dove ogni anno facciamo il raduno di ASINOMONDO , durante la fiera dell’agricoltura del paese.

Ci trasferiamo per una settimana, con i nostri 14 asini, radunando in tutto circa 50 asini da tutta Italia.

Per tutti e tre i giorni animiamo la fiera, e nei giorni successivi accompagnato con gli asini i bambini del paese a scuola fin dentro i cortili

 

Secondo te, in una realtà grande come Milano o Roma, potrebbe funzionare un progetto simile?

Finora abbiamo lanciato l’iniziativa in paesi medio-piccoli.

Per esempio a Reggio Emilia, abbiamo un progetto da ormai tre anni, che si chiama “Reggio Emilia, città asinabile”, dove con gli asini giriamo le piste ciclabili per poi ritrovarci nel centro storico e far partire l’altra iniziativa che si chiama “L’asino TACSI” dove TACSI sta per “Trasporto Asinino Con Spesa Intelligente”, che consiste nell’aiutare gli anziani a portare la spesa, caricandola sull’asino, e accompagnarli al parcheggio dell’auto o alla fermata dei bus.

E’ proprio questa l’utilità sociale, di cui parlavamo prima.

L’asino entra nei cortili delle scuole per accompagnare i bambini, l’asino va al mercato e porta la spesa pesante agli anziani, l’asino entra nelle strutture delle persone hanno delle disabilità.

Questa è una vera rivoluzione, noi ci auguriamo un futuro con meno automobili e più asini.

Abbiamo un motto che recita “Un raglio vi seppellirà”.

E’ bello vedere come stiano nascendo sempre più associazioni, persone singole, agriturismi, fattorie che hanno asini, anche perché fino a 15 anni fa erano rimasti veramente pochi esemplari.

Ora sta tornando alla ribalta dal punto di vista della relazione con l’uomo e non solo come sfruttamento, e questo grazie anche alla sua pazienza, al suo saper aspettare; è stato bastonato, denigrato, deriso, bruciato vivo, ma ora è rinato.

Quindi credo che anche nelle grandi metropoli si potrà arrivare a questo cambiamento culturale, forse ci vorrà più tempo, ma non importa la rivoluzione ci sarà

 

Tra le varie associazioni con cui collaborate c’è la “Compagnia dei cammini”, come nasce la vostra cooperazione?

La “Compagnia dei cammini” è la più grande associazione di viaggi a piedi che c’è in questo momento in Italia.

Io ne faccio parte perché essendo una guida, offro viaggi in compagnia dell’asino.

Sono camminate di otto giorni dove le famiglie e i bambini sono a stretto contatto con loro.

Gli asini aiutano a portare le tende, gli zaini e le borse, ovviamente pesi leggeri assolutamente sostenibili per l’asino, anche perché se l’asino si arrabbia lo si capisce subito, perché ti guarda si gira e se ne va.

Oltre alla compagnia, l’asino ha la capacità di insegnare alla gente a camminare con lentezza, dote fondamentale per un camminatore

Per concludere questa bellissima chiacchierata alla scoperta dell’asino, hai da consigliarci un libro o un film che possa farci scoprire e amare ancora di più questo animale?

Come libro direi “Bravo Burro” di John Fante, che è la storia allegra e toccante di un bambino e del suo asinello coraggioso.

Come film “Asini” di Antonello Grimaldi, con Claudio Bisio, Giovanna Mezzogiorno e Fabio De Luigi

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